Scheda 21

 OSTIENSE MARCONI: un Progetto Urbano in corso

  (“Definizioni e principi del Progetto Urbano”)

 

 

 

Come è nato e si è sviluppato il Progetto Urbano (PU): una storia in atto, non un “modello”.

ANTEFATTO: il programma Roma capitale e il “progetto d'area” (1992-1995)

•  -          Il Programma Roma Capitale, previsto dalla L. n. 396/90, approvato nel gennaio 1992, conteneva fra i numerosi interventi anche l'insediamento della 3° Università di Roma nell'area del Valco S. Paolo-Ostiense

•  -          Il Comune, approvando il Programma, introduce il “ progetto d'area ” che deve essere predisposto nel caso di interventi particolarmente complessi, quale strumento di indirizzo per l'Amministrazione e di coordinamento per altri soggetti . [1] . Il progetto d'area viene dopo il programma che stabilisce quali saranno gli interventi da realizzare. Le necessarie varianti urbanistiche si approvano attraverso Accordi di Programma (AdP).

Il problema che si pone è quello di evitare lo scoordinamento e gli effetti negativi di un Programma nato senza alcun inquadramento urbanistico. Il “progetto d'area” insegue la realtà. Siamo ancora ad una urbanistica che “controlla la crescita”, seppure indotta da una legge (la 396/90) più che da dinamiche strutturali.

•  -          Il primo Accordo di Programma con la 3° Università (accompagnato dal Piano di Assetto Generale elaborato dalla stessa Università) viene concluso nel 1993

immagini PRG ‘62

immagini delle "macrorisorse territoriali" dell'ambito: gazometro ; viale Marconi; via Ostiense; Tevere

 

AVVIO: prime elaborazioni del progetto urbano (1995-1998)

Nell'aprile 1995 viene introdotta con una relazione al Consiglio comunale l'idea del Progetto Urbano in sostituzione del “progetto d'area”. Viene indicato l'ambito Ostiense Marconi come uno dei primi nei quali avviare concretamente un Progetto Urbano.

•  -          Non si tratta di inquadrare un intervento (ancorché complesso) ma di partire da un ambito urbano per verificarne la trasformabilità al fine di migliorarne la qualità. Di verificare la fattibilità degli interventi; di definire obiettivi e relazioni contestuali; di individuare soggetti attuatori, procedure e tempi.

•  -          Partendo dalla città (e dai suoi valori storici e naturali/ambientali) si individua un grande ambito urbano, percorso dal Tevere, nel quale emergono 5 realtà: l'area Papareschi in riva destra con gli impianti industriali dismessi dell'ex Mira Lanza; l'area dell'Italgas e dei Mercati Generali attraversata dalla via Ostiense; L'ansa del Valco S.Paolo con la Vasca Navale ed altri edifici dismessi; il complesso basilicale di S.Paolo con il parco Schuster; l'area della Stazione FS di Ostiense. All'interno di queste realtà si trovano alcune delle principali "risorse" urbane dell'ambito.

•  -          Si stabiliscono i principali obiettivi :

•  o        Creazione del Parco Tevere Sud e riduzione dell'inquinamento nella zona di Viale Marconi

•  o        Insediamento della 3° Università come soggetto leader delle trasformazioni (il modello insediativo non è “a Campus” bensì diffuso e integrato nei quartieri; emerge una forte volontà di partecipazione locale)

•  o        Miglioramento della accessibilità

•  o        Miglioramento dei servizi ( standard urbanistici ma non solo) e riduzione della edificabilità in Zona “C” del Piano Regolatore Generale vigente (quello del 1962 '65)

•  o        Verifiche di fattibilità e analisi degli interventi in campo (in particolare quelli proposti dai proprietari delle aree Papareschi; la nuova sede della Banca di Roma nell'area Italgas; le ristrutturazioni dei complessi Enel e Acea)

•  -          Si arriva a prime analisi e a un disegno coerente con gli obiettivi ma con alcune verifiche non ancora sufficienti (1996/97); si apre il primo laboratorio di quartiere; si svolgono numerosi incontri con la cittadinanza; si procede con l'insediamento della 3° Università, avendone verificata l'accettazione di ruolo, la fattibilità degli interventi e la coerenza con gli obiettivi del Progetto Urbano.

•  -          1998 si stipula il 2° Accordo di Programma e si avviano lavori per l'area Basilicale e il Parco Schuster (inizio della riduzione dei flussi veicolari su Via Ostiense), coerenti con il PU e condivisi dagli abitanti; si avviano anche i cantieri 3° Università: ex Alfa ed ex Vetreria; si ristruttura la ex Centrale Montemartini (Museo).

immagini prime elaborazioni e cantieri ex Alfa, ex Vetreria, Montemartini

 

1° FASE: nuove elaborazioni, delibera del Consiglio comunale, studi e simulazioni progettuali (1998-2001)

Passaggio operativo ad un primo grado di costruzione più coerente del PU. Si constata che mancano ancora alcuni elementi tipici del PU: sono carenti le verifiche di fattibilità e non è chiara la scansione temporale degli interventi; è ancora carente una direzione "forte e responsabile" e le tecniche di rappresentazione del Progetto sono poco adatte alla nuova impostazione.

Gli avanzamenti principali rispetto alla fase di avvio sono:

•  -          Maggiore chiarezza nella definizione dell'ambito e degli aspetti rilevanti; nella priorità delle azioni e nella loro complessità (inventario degli interventi); negli strumenti operativi (interventi diretti assistiti o meno da AdP; interventi indiretti che richiedono nuovi strumenti attuativi).

•  -          Eliminazione delle previsioni non fattibili : in particolare escono dal PU le previsioni della nuova sede della Banca di Roma; del Ponte del Valco (che poi però tornerà nel nuovo Piano regolatore); il completamento di Via Leonardo da Vinci con la copertura del vallo ferroviario.

•  -          Definizione più rigorosa degli obiettivi . Il Consiglio Comunale vota un Ordine del Giorno specifico che stabilisce: non si devono prevedere nuovi insediamenti residenziali né grandi centri commerciali; nell'ambito si deve formare un “polo culturale e di servizi di scala urbana” i cui primi elementi dovrebbero essere il Museo della Scienza e la nuova Biblioteca della 3° Università nell'area Italgas. Si procede quindi alla stabilizzazione del nuovo museo nella ex Centrale Montemartini e alla realizzazione di una sede del nuovo Teatro Stabile di Roma in una parte dell'ex Mira Lanza a Papareschi (Teatro India).

•  -          Verso la fine di questo periodo emergono problemi di fattibilità per gli interventi in area Italgas derivanti soprattutto dagli alti costi della bonifica dei suoli e dal conflitto su chi debba sostenerli, se la proprietà Italgas o il Comune che intenderebbe acquistare l'area

Nel 1999 emerge con più evidenza la necessità di una progettazione urbana più avanzata e completa anche sotto il profilo del disegno urbano e del coordinamento tra gli interventi. Vengono affidati studi e simulazioni progettuali alla 3° Università considerata soggetto strategico per lo sviluppo del Progetto Urbano.

Negli studi e nelle simulazioni progettuali si presta maggiore attenzione al ruolo degli spazi pubblici ed in particolare della via Ostiense per la quale si propone una radicale riorganizzazione, ampliando la parte della sezione riservata ai pedoni e introducendo una nuova sede tramviaria.

Sono effettuati rilievi dello stato di fatto, analisi dei flussi di traffico, proposte e simulazioni progettuali in tutto l'ambito ed in particolare in alcuni settori importanti del PU: Italgas, Papareschi, Mercati generali. Vengono avanzate nuove proposte per i ponti e la viabilità in riva sinistra.

Immagini dallo studio Roma 3

Immagini realizzazioni ad oggi

In questa fase emergono, come problemi ancora da risolvere :

•  -          le tecniche e i metodi propri del progetto urbano: rappresentazione; flessibilità (invarianti più chiare); effetti e simulazioni; fattibilità preventive.

•  -          Le forme di progettazione, attuazione e gestione di grandi Progetti Urbani (tuttavia le possibilità di formare Società di Trasformazione Urbana – STU in base alle nuove norme non vengono colte)

•  -          La necessità di una maggiore attenzione alla progettazione e alla gestione degli spazi pubblici

 

2° FASE: Aggiornamento del PU, seconda delibera consiliare, interventi nei “recinti”(2002-2009)

Le questioni che si affrontano in questa fase sono prevalentemente connesse al riuso di alcuni grandi “recinti” costruiti nei primi trent'anni del ‘900 e da tempo non più utilizzati per le funzioni originarie. Nel Gennaio 2005 viene approvata dal Consiglio Comunale una nuova delibera di aggiornamento del PU che, assieme ad altri specifici provvedimenti successivi definisce i seguenti interventi:

•  Il Piano di utilizzazione dell'ex Mattatoio a Testaccio – nel frattempo inserito nel P.U.- che prevede tra l'altro il nuovo MACRO ( Museo d'Arte Contemporanea di Roma) e il Mercato dell'Altra Economia, completati nel 2007; il Centro di Produzioni Culturali (nei padiglioni dell'ex Pelanda) completato nel 2010; l'insediamento dell'Accademia di Belle Arti e l'estensione della 3° Università.

•  La riqualificazione dei Mercati Generali con una nuova destinazione urbanistica a servizi pubblici e privati per trasformare il complesso in un nuovo centro di aggregazione giovanile (attività culturali, ricreative e di intrattenimento): nel 2003 si pubblica un Bando per la concessione del bene da affidare al vincitore (partecipano gruppi imprenditoriali associati con gruppi di progettisti); nel 2005 risulta vincitore il gruppo costituito da Mills Corporation – Lamaro Appalti – OMA; nel 2008 è presentato il progetto definitivo e si avviano gli scavi archeologici.

•  Alcuni interventi di iniziativa privata inseriti nel PU: programma " ex Consorzi Agricoli " in via del Porto Fluviale (in corso); programma di intervento di via Benzoni (in corso); recupero della Ex Campari tra Viale Marconi e Via Oderisi da Gubbio (completato)

•  un nuovo schema della viabilità coerente con il nuovo Piano Regolatore adottato (2003) che prevede un sistema di doppio lungotevere e la realizzazione di un Nodo di scambio in corrispondenza della fermata Metro B Marconi . I relativi studi di fattibilità vengono avviati però con grande ritardo e sono tuttora in corso .

In sintesi: i problemi emersi già al termine della prima fase non sono stati realmente affrontati. Si è preferito procedere per elementi separati, prevalentemente costituiti da interventi di riuso di “recinti” urbani. Lo stesso insediamento della 3° Università dopo i risultati positivi ottenuti nello spazio Basilica-Parco Schuster-nuova Facoltà di Giurisprudenza si è rinchiuso all'interno dell'area centrale del Valco S. Paolo, dove peraltro la realizzazione del complesso natatorio per i Mondiali 2009 ha malamente compromesso gli obiettivi del P.U.

Problemi aperti per una pratica qualitativa del Progetto Urbano

La vicenda del P.U. Ostiense Marconi mette in evidenza la necessità di affrontare alcuni temi essenziali senza di che non si otterranno risultati significativi sotto il profilo della qualità e della sostenibilità urbana

•  -          Il legante, cioè lo spazio di uso pubblico deve essere effettivamente al centro del PU; deve essere progettato, realizzato e gestito in coerenza con gli obiettivi e i tempi del P.U.

•  -          Gli studi e le valutazioni di fattibilità tecnica, economica e sociale devono essere svolti in modo sistematico, tempestivo e permettere di valutare soluzioni alternative.

•  -          La partecipazione degli stakeholders e la concertazione con gli investitori devono essere “esplicite” e condotte da un soggetto pubblico tecnicamente attrezzato e dotato di capacità di decisione.

•  -          La “durata nel tempo” del P.U è evidente. Ma non è stata gestita in modo efficace: si è continuato a progettare, decidere e realizzare nel corso degli anni senza una struttura tecnica dedicata e permanente, capace di assicurare coordinamento e integrazione tra gli interventi. Senza una regia pubblica . Nell'ambito urbano si incontrano episodi anche significativi e di qualità, ma solo in un caso (Basilica-Parco Schuster-nuova Facoltà di Giurisprudenza) si è ottenuto uno spazio urbano di evidente qualità.

 


[1] In sintesi il progetto d’area deve: precisare le relazioni di contesto; individuare altre opere coerenti con gli obiettivi che si intendano realizzare; valorizzare potenzialità e caratteri dei siti (risorse); valutare preventivamente gli effetti. Nella delibera che istituisce i progetti d’area sono indicati, in allegato, anche i tipi di elaborati richiesti: esplicitazione degli obiettivi e degli interventi già inseriti nel Programma; relazioni con aree circostanti; caratteri dell’area e interventi in corso; usi attuali e tendenziali; disciplina urbanistica vigente; inventario degli interventi previsti, nel programma o in altri programmi; tutela e valorizzazione beni storico-ambientali; proprietà pubbliche e usi civici; criteri e modalità di intervento; modello fisico-spaziale; programma di attuazione (costi, tempi e procedure).

 

 






Disciplina urbanistica vigente prima del P.U. (PRG '62 e succ. varianti)
Gazometro, area Italgas
Ex Miralanza (sullo sfondo Intensivi di viale Marconi)
Viale Marconi
Tipi intensivi a viale Marconi (p.zzle della Radio)
 
Via Ostiense (Mercati Generali)
Il Tevere a Valco S.Paolo
Fase di avvio: prime elaborazioni per il P.U. (qualità urbana e fattori di degrado)
Fase di avvio: prime elaborazioni per il P.U. (ipotesi di localizzazione degli interventi)
Fase di avvio: prime elaborazioni per il P.U. (ipotesi di localizzazione degli interventi: legenda)
 
1° Fase: sintesi dei subambiti del P.U.
1° Fase: inventario degli interventi in corso
1° Fase: localizzazione delle iniziative e relative destinazioni
1° Fase: il cantiere del riuso dell'ex Alfa Romeo per la nuova facoltà di Scienze Umanistiche (3° Univ.)
1° Fase: il cantiere del riuso dell'ex vetreria per la nuova facoltà di Giurisprudenza
(3° Univ.) (prog. Donato Pasquali Passeri)
 
1° Fase: ex centrale Montemartini riutilizzata come museo
1° Fase: ex centrale Montemartini, spazi interni
1° Fase: ex Vasca Navale
1° Fase: ex Vasca Navale, interno
1° Fase: rielaborazione del sistema degli interventi
 
 
1° Fase: proposta di riorganizzazione della Via Ostiense tra il sottopasso ferroviario e la Basilica 1° Fase: render prospettico della proposta di riorganizzazione della Via Ostiense 1° Fase: render prospettico della Via Ostiense e delle proposte progettuali per gli ex Mercati Generali; in primo piano la nuova facoltà di Giurisprudenza in costruzione 1° Fase: render prospettico di inserimento del nuovo ponte pedonale “della Scienza” (vista dal Ponte di ferro  
1° Fase: rilievo dello stato di fatto, aree Italgas e Papareschi
1° Fase: aree Italgas e Papareschi, scenari progettuali
1° Fase: area Italgas, scenari progettuali
1° Fase: area Italgas, scenari progettuali
1° Fase: area Papareschi, scenari progettuali (planimetria dell'intervento)
 
1° Fase: area Papareschi, scenari progettuali (planimetria dell'intervento: legenda)
1° Fase: area Papareschi, scenari progettuali
1° Fase: simulazione del ponte pedonale vincitore del concorso di progettazione
1° Fase: area del Valco di S.Paolo, ipotesi d'intervento
1° Fase: area del Valco di S.Paolo, ipotesi d'intervento
 
1° Fase: area del Valco di S.Paolo, ipotesi d'intervento alla Vasca Navale
1° Fase: area del Valco di S.Paolo, ipotesi d'intervento
1° Fase: edificio dell'ex Alfa Romeo, nuova facoltà di Giurisprudenza (prog. Quilici-Lannutti)
1° Fase: edificio dell'ex Alfa Romeo, nuova facoltà di Giurisprudenza (prog. Quilici-Lannutti)
1° Fase: spazio pubblico, parco Schuster lungo la via Ostiense (prog. Cellini)
 
1° Fase: spazio pubblico, parco Schuster nuova copertura del sepolcreto romano (prog. Cellini)
Luoghi da riprogettare: area Italgas vista dal lungotevere Papareschi
Aggiornamento del P.U. Ostiense Marconi: mappa degli interventi
Il progetto vincitore per la ristrutturazione degli ex Mercati Generali ( Mills Corporation – Lamaro Appalti – OMA). Evidente la volontà di contrapporsi al contesto urbano
Plastico del progetto per la ristrutturazione degli ex Mercati Generali
         
       
Il Piano di utilizzazione dell'ex Mattatoio a Testaccio