PRINCIPALI FASI DELLA TRASFORMAZIONE URBANA
 
 
 
  0 SCHEMA GENERALE
 
  1 FORMAZIONE DELLA CITTA INDUSTRIALE
    XIX secolo
 
  2

FORMAZIONE DELLE
AREE URBANE E METROPOLITANE

    1900-1970
 
  3

CITTA' DIFFUSA,
RIUSO E RIQUALIFICAZIONE

    1970 - OGGI
 
 
 

FORMAZIONE DELLA CITTA' INDUSTRIALE XIX secolo


Soria y Mata - Ciudad lineal 1882

 

MADRID CITTÀ LINEARE

Il modello nasce alla fine dell'800, in risposta a problemi emergenti quali il sovraffollamento dei centro-città e la crescita delle periferie delle grandi città industriali; la modernizzazione viene vista da Arturo Soria y Mata ottenibile con la centralità delle infrastrutture, con la meccanizzazione dei trasporti e con il miglioramento delle condizioni igieniche di vita urbana.
Il progetto trova applicazione nella realizzazione di un quartiere lungo 5,2 km alla periferia est di Madrid.

STRUTTURA : a partire da un elemento lineare strutturante: la linea tranviaria, il modello di città lineare si sviluppa attestandosi sui nuclei preesistenti, le "città punto". Queste costituiscono, alla scala territoriale, i vertici di triangoli, i cui lati sono formati dai nuovi insediamenti lineari.
Le espansioni urbane sono previste a bassa densità e avvengono per isolati lungo la linea tranviaria, con una profondità costante, pari ad un isolato.
La superficie compresa all'interno delle "triangolazioni" viene destinata ad attività agricole e industriali.
Alla scala dell'isolato, invece, al fronte strada viene attribuita una destinazione residenziale, mentre all'interno si prevede la possibilità di localizzare attrezzature collettive, o servizi pubblici.
La maglia stradale disegna isolati rettangolari di 80 -100m x 200 m, con il lato corto parallelo all'asse principale; questa ripartizione è comunque adattabile alla morfologia e alle necessità del sito su cui si va ad intervenire, fino a raggiungere i 500 m di profondità. La lottizzazione è regolata da un modulo di 20 x 20 m.
La grandezza dei lotti è legata alla loro localizzazione, e al ceto dei proprietari: i lotti più grandi (fino a 6 moduli) si affacciano sulla strada principale, ed appartengono ai ricchi, i lotti intermedi (2 o 3 moduli) si trovano sulle strade trasversali, ed appartengono al ceto medio, mentre i lotti piccoli, localizzati nella zona più esterna della città, lungo la strada posteriore, appartengono alle classi più povere. Non vi è alcuna mediazione tra spazio pubblico e privato, all'interno degli isolati non si prevedono percorsi o spazi pubblici. All'asse centrale corrisponde la distribuzione degli impianti a rete che alimentano i servizi municipali, localizzati in cabine o chioschi.

INTENSITÀ D'USO DEI SUOLI : il tipo edilizio previsto è quello della casa isolata su lotto.
Si prescrive che la superficie coperta sia pari ad 1/5 del totale, e che i rimanenti 4/5 siano a verde in parte coltivato. La densità edilizia prevista può essere stimata in circa 10 abitazioni per ettaro di superficie fondiaria.


RETI DI SUPERFICIE: La strada principale ha una sezione complessa di 40 metri; le fasce che la compongono sono separate da alberature, ed ospitano, simmetricamente rispetto all'asse, il binario della tranvia (7m), il camminamento riservato ai pedoni (3m), la pista ciclabile (4m), la carreggiata (6m). ortogonalmente all'asse principale si collocano le strade "trasversali", larghe 20 m, che incrociano l'asse ogni 80 o 100 m. a 200 m dalla strada principale si colloca la strada posteriore, larga 10 m, che costituisce il limite esterno della città lineare.

MORFOLOGIE: la necessità di perseguire obiettivi quali l'igiene e la politica incentivante la casa di proprietà porta a scegliere la tipologia della casa unifamiliare su lotto. Gli accessi si collocano sempre in corrispondenza delle mezzerie dei moduli che compongono il lotto.

P. GABELLINI, Tecniche Urbanistiche, Roma, Carocci, 2001
D. CALABI, Storia dell'Urbanistica Europea, Torino, Paravia, 2000


 
 


 

Corso di URBANISTICA
Prof. Domenico Cecchini

Università degli studi di Roma
"La Sapienza"
Facoltà di Ingegneria