PRINCIPALI FASI DELLA TRASFORMAZIONE URBANA
 
 
 
  0 SCHEMA GENERALE
 
  1 FORMAZIONE DELLA CITTA INDUSTRIALE
    XIX secolo
 
  2

FORMAZIONE DELLE
AREE URBANE E METROPOLITANE

    1900-1970
 
  3

CITTA' DIFFUSA,
RIUSO E RIQUALIFICAZIONE

    1970 - OGGI
 
 
 

Scheda 5 FORMAZIONE DELLA CITTA' INDUSTRIALE XIX secolo

Piano Regolatore
1883

 

P. Sica, "Storia dell'urbanistica, il novecento", 2°,Bari, 1978, pp.394-422
P.O. Rossi, "Roma guida all'architettura moderna, 1909-2000", Bari, 2000, pp.63-73

 

 

 

IL PIANO REGOLATORE DEL 1983 (Viviani)

 ANTEFATTI

Negli anni seguenti alla sua adozione in Consiglio comunale il piano Viviani, pur privo di approvazione formale, costituisce una guida alle realizzazioni dei nuovi quartieri e delle opere pubbliche principali.

Vengono avviati i primi cantieri per i fabbricati di abitazione intorno a piazza Vittorio, a via Nazionale, al Celio, a Testaccio. Anche fuori piano si costruisce, come ad esempio a S. Lorenzo, fuori le mura. Tra i principali edifici pubblici e sistemazioni stradali si segnalano i seguenti.

1876 iniziano i lavori dei primi fabbricati attorno a Piazza Cavour
1877 è completato il nuovo ministero delle Finanze localizzato, secondo le indicazioni di Q. Sella lungo via XX settembre (progetto e direzione lavori ing. Canevari). Iniziano i lavori per i muraglioni del Tevere. Gli studi erano iniziati nel 1875; i lavori finiranno nel 1890 (tranne il tratto tra Castel S. Angelo e via della Lungara)
1878 è conclusa la prima parte del Ministero della Guerra. L’intero complesso lungo via XX settembre sarà completato nel 1884
1879-80 sistemazioni di via Cavour, via Zanardelli, via Arenula, viale del Re, via del Tritone. Approvato il progetto per il completamento di via Nazionale fino alla chiesa del Gesù.

Nel corso degli anni ’70 si pone con sempre maggior forza il problema del finanziamento delle opere necessarie al nuovo assetto della capitale. Nel 1879 il Presidente del consiglio A. De Pretis presenta alla Camera un disegno di legge  per il Concorso dello Stato per le Opere Edilizie della Capitale. Nel corso dell’anno successivo Governo e Comune (sindaco E. Ruspoli) discutono e approvano una convenzione in base alla quale il Comune si impegna ad approvare il piano regolatore entro il 1881, e lo Stato a versare 50 milioni di lire per le opere della Capitale.

14 maggio 1881: la legge n. 209 approva una convenzione con il Comune (2,5 milionianno per 20 anni) e obbliga il Comune stesso a sottoporre il Piano regolatore ad approvazione governativa entro il 31 dicembre 1881.

Per rispondere agli impegni assunti il Consiglio Comunale incarica il direttore dell’Ufficio Tecnico Comunale, ancora l’ing. A. Viviani di elaborare il piano regolatore.

 

IL PIANO REGOLATORE DEL 1883

Il 20 giugno 1882 il Consiglio Comunale adotta il Piano che è sostanzialmente quello del 1873 con alcune modifiche. Del resto anche l’autore, ing. Viviani, è lo stesso.

L’ 8 marzo 1883 è emanato il decreto legge che rende operante il Piano Regolatore la cui validità, in base allalegge del 1865, resta fissata in 25 anni

Il piano approvato si riferisce sostanzialmente allo stesso territorio di quello precedente (circa 1.500 ha) per una previsione di crescita demografica di poco superiore, come di poco superiori sono le previsioni relative al territorio di nuova urbanizzazione.

I nuovi quartieri (nella mappa in rosso scuro quelli in costruzione, in rosa quelli da realizzare) di ampliamento della città sono sostanzialmente gli stessi definiti dal piano di dieci anni prima con poche aggiunte o ingrandimenti.

Prati di Castello: ora ufficialmente inserito, è ampliato per includere le aree per le prime caserme di viale delle Milizie; è modificato nel disegno con isolati più piccoli e la rete stradale interna al quartiere, sempre a maglia ortogonale, è più fitta. Piazza Cavour viene ridotta di dimensioni e ruotata, mentre piazza Risorgimento è ingrandita: Diverso è anche, seppure localizzato nella stessa area, l’impianto del Palazzo di Giustizia

Granicolo e Trastevere : sia il nuovo quartiere previsto alle pendici del Gianicolo, sia le integrazioni dell’edificazione esistente a Trastevere sono leggermente ridotti rispetto a quelli previsti nel piano del ‘73

Testaccio è ampliato e nel grande triangolo tra Porta S. Paolo, via Marmorata e piazza Albania si continua a prevedere una compatta edificazione.

Aventino: il piano prevede l’edificazione dell’intero colle dell’Aventino con la consueta maglia stradale ortogonale che si sovrappone malamente alla morfologia dei luoghi.

Flaminio: tra la via Flaminia e il Tevere si inserisce un nuovo quartiere, anch’esso a maglie ortogonali.

Le modifiche più rilevanti riguardano la necessità di ampliare ed accelerare la realizzazione delle opere pubbliche per le quali la legge 209/1881 ha messo a disposizione i fondi. Il piano individua perciò le localizzazioni di grandi ttrezzature militari: caserme a viale delle Milizie nel quartiere Prati; il grande ospedale militare del Celio (600 posti letto); caserme a Castro Pretorio.

Sono inoltre individuate le aree per il Palazzo delle Esposizioni lungo via Nazionale, le facoltà scientifiche dell’Università al Viminale, il Policlinico a Porta Maggiore. E’ confermata la localizzazione in Prati del Palazzo di Giustizia ed è previsto di realizzare un carcere nell’esedra sud-est di Piazza Esedra (fortunatamente mai realizzato)

Per la realizzazione delle strade sono sostanzialmente confermate le previsioni del piano precedente.

 

Corso di URBANISTICA
Prof. Domenico Cecchini

Università degli studi di Roma
"La Sapienza"
Facoltà di Ingegneria